Autorganizzazione aziendaleLa Provocazione..L'azienda non si organizza in base alle sue parti, ai suoi nodi, ai contributi individuali di ciascuno, ma in base alle RELAZIONI esistenti tra le sue parti, nodi e individui. La Nostra RispostaUn'azienda sempre più virtuale, digitale ed e-based.
La morfologia della struttura aziendale è sostanzialmente indipendente dalle, ed indifferente alle, parti costituenti, anche se queste possono condizionarne alcuni aspetti (ampiezza e tempi delle evoluzioni). Probabilmente è sempre stato così ma oggi lo si comprende meglio e si hanno nuovi e più potenti strumenti per trarne vantaggi e benefici. Oggi si parla sempre più di Impresa Relazionale come di una realtà sociale evolutiva nella quale l'integrazione delle persone, dei processi, delle strutture organizzative e della tecnologia in un unico sistema adattativo in grado di fornire grandi e maggiori guadagni rispetto al passato. Il problema vero rimane sul come operare questa trasformazione che da una focalizzazione sul prodotto e sulle vendite porti ad una sempre più attenta al cliente, ai suoi bisogni e necessità. Una focalizzazione che richiede un salto di paradigma dalla transazione alla relazione e, all'interno, dal dipendente alla persona e da una struttura gerarchica ad una di tipo collaborativo. |
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Da qualche anno stiamo assistendo ad un processo di profondo cambiamento della nostra economia e dell'impresa. Si tratta di un cambiamento determinato dall'evoluzione nell'imprenditorialità in generale, nell'organizzazione ma anche nella società e nel contesto internazionale. Su questo cambiamento si è inserita la rivoluzione digitale che ha permesso alle aziende, attraverso nuove tecnologie e strumenti basati sull'informazione e sulla comunicazione, di gestire meglio i processi finalizzati alla creazione di valore.
Meno evidente è invece come il sistema impresa possa essere visto e valutato come sistema che si auto-organizza. Secondo me guardare alle sole relazioni non è sufficiente, è importante anche prestare attenzioni ai nodi, alla loro varietà e alle loro diversità. Questa varietà e queste diversità vanno valorizzate e considerate in un'ottica di integrazione.
L'auto-organizzazione poi può essere utile in alcune cirscostanze ma inutile in altre. Se ad esempio la prevedibilità è limitata e le alternative sono poche, oppure se le alternative sono molte ma la prevedibilità è elevata, allora l'auto-organizzazione può essere la risposta più adeguata.
In situazioni diverse l-auto-organizzazione è meno evidente e forse menu necessaria.
Carlo