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Facility management e finanza immobiliare Apocalissi Immobiliare- Parte 1: dal Costruire al Gestire attraverso i Brick Shares!
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(il testo è scaricabile in formato word dal file allegato)
Un affare nel quale si guadagna solo danaro non è un affare Cosa ha sempre contraddistinto nel più profondo la cultura finanziaria da quella immobiliare? Semplice: la volatilità, ossia il rischio. La volatilità è l’anima della finanza, e senza la volatilità la finanza non esiste. La finanza si occupa essenzialmente di valutare la volatilità, ossia il rischio connesso a un investimento, al fine di scientemente comprare e vendere rischio – soltanto rischio, null’altro che rischio. La volatilità è, invece, il veleno del mondo immobiliare, e contro la volatilità l’immobiliare prospera proprio per arginarla e per stigmatizzarla.. L’immobiliare è il rifugio per eccellenza per chi rifugge dal rischio. Vari tentativi di “finanziarizzare” l’immobiliare sono stati dei flop (vedi i fondi immobiliari), delle delusioni (vedi le recenti italiche SIIQ o americane REITs) o persino dei disastri (vedi i CDO – Collateralized Debt Obligations, ossia quelle tossiche cartolarizzazioni di decine di migliaia di mutui americani “teoricamente sostenute” dalla fallace “Correlazione d’Insolvenza” di David Li….!). Una misura del prossimo disastro (metà 2010 – inizio 2011), innescato dalla precedente incompetente e criminale finanziarizzazione dell’immobiliare, si evince dal grafico che segue (successive ondate di rinegoziazione di diversi mutui americani con volumi impressionanti a partire dalla ondata di mutui subprime del 2007-2008):
N.B.: i mutui “Alt-A” e “Option AR” hanno una affidabilità (scarsa…) quanto gli ormai estinti mutui “Subprime”, con la micidiale differenza di essere in rinegoziazione oggigiorno con prezzi immobiliari americani inferiori del 40-60% rispetto al periodo della rinegoziazione dei Subprime…! Sono dell’idea che la causa di questi insuccessi sia l’aver cercato una “matrimonio” tra due culture molto diverse tra loro (quella finanziaria e quella immobiliare) che hanno trovato una illusoria intesa nella riduzione della volatilità mediante il semplicistico stratagemma della diversificazione (mediando i valori e i rischi tra numerosi beni). Ma… come ben sa chi ha imparato qualcosa sulla teoria della complessità applicata alla finanza (magari… grazie al mio corso online su: http://www.pfacademy.it/corso.php?idCo=82 …?!), le medie non sono affidabili e i casi eccezionali (i famosi “cigni neri”) sono molto meno eccezionali di quanto si è stati educati a pensare. Nessuno ha finora osato effettuare il vero salto di qualità, reso arduo da un “giurassico” impianto giuridico-fiscale italiano, che consiste nel:
Bene, ma cosa c’entrano il Facility Management e il Property Management con questo possibile nuovo strumento finanziario ? Semplice: riassumendo le caratteristiche dei Brick Shares ™ , vediamo gli atteggiamenti di un tipico investitore finanziario (amico della volatilità) e di un tipico investitore immobiliare (avverso alla volatilità).
I Brick Shares sono basati su ottimi business cases immobiliari, sfruttando i primi decisi segnali di ribasso del mercato (e confidando di avere ancora migliori occasioni nei prossimi mesi!). La loro struttura relazionale è l’innovativo One-to-Many ‘verticale’, laddove per
In pratica, i Brick Shares funzionano così:
Per l'investitore, i vantaggi sono:
Per l'imprenditore o il proprietario privato, i vantaggi sono:
Ebbene, vediamo infine i diversi atteggiamenti dei nostri investitori:
MORALE: Il Progetto di connubio tra Finanza e Immobiliare (senza la semplicistica soluzione di una inefficace diversificazione degli investimenti immobiliari!) è quindi possibile, come sostiene anche l’autorevole prof. Oliviero Tronconi (per lineare il suo interessante articolo clicca qui ), grazie sia a nuovi strumenti finanziari sia alla collaborazione tra Property Management, Facility Management e Finanza Immobiliare . Come….? Perché…? Cosa manca ai Brick Shares per decollare in Italia…? Le risposte nel prossimo articolo (“Parte 2”)!
Per ulteriori informazioni e chiarimenti: nicola.antonucci@libero.it Ad maiorem! Nicola Antonucci Scarica gli allegati |
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