Sezioni
Tu sei qui: Home Progetti Corporate Social Responsibility Porter sulla CSR: una proposta forte senza lungimiranza

Corporate Social Responsibility

Porter sulla CSR: una proposta forte senza lungimiranza

 

Nell’ultimo numero della Harvard Business Review (dicembre 2006) è apparso un articolo che non si poteva non recensire. E’ a firma del “guru” della strategia aziendale Michael E. Porter e di Mark R. Kramer. Il titolo è: Strategia & Società. E il sottotitolo: Il legame tra il Vantaggio Competitivo e la Corporate Social Responsibility.

In estrema sintesi, gli Autori iniziano dichiarando il loro obiettivo: la presentazione di un modo nuovo di guardare alle relazioni tra imprese e società che non consideri il successo dell’imprese e il benessere sociale come un gioco a somma zero. Poi propongono una analisi dello stato dell’arte della CSR. Ho scelto alcune loro affermazioni chiave.

La prima: le risposte delle imprese alle pressioni del sociale, in generale, non sono né strategiche né operative, ma cosmetiche.

La seconda: quelli che gli autori definiscono “CSR reports” raramente offrono un framework coerente per le attività sociali.

La terza: in questi “reports” sono più significative le cose che vengono omesse che quelle che vengono citate.

Da ultimo i nostri autori se la prendono con il “gioco del rating” sostenendo che le attuali CSR check list sono assolutamente inadatte a misurare e rendere pubblica la performance sociale di una impresa.

Uno stato dell’arte, giudicato, quindi, insoddisfacente. Come suggeriscono i nostri autori di superarlo? La loro proposta è, contemporaneamente, avanzata e tradizionale, cioè insufficiente. Avanzata perché suggeriscono uno schema attraverso il quale attivare una CSR strategica. Significa “…concepire la responsabilità sociale come la costruzione di valori condivisi tra l’impresa e il sociale”. Detto a modo mio, costruire un’alleanza con il sociale per il vantaggio competitivo dell’impresa e il benessere della società. La conclusione è apparentemente entusiasmante: quando una impresa si impegna a risolvere i problemi che riesce ad individuare e che la coinvolgono, può avere un impatto sul benessere sociale più alto che ogni altra istituzione o organizzazione filantropica.

Ma perché si tratta anche di una prospettiva tradizionale? La ragione fondamentale sta nel concetto di vantaggio competitivo. Esso rivela che i nostri autori stanno immaginando un mondo sostanzialmente “statico”. Cosa intendo con questo aggettivo? Intendo riferirmi, innanzitutto alla convinzione che le imprese che esistono sono supposte essere le uniche possibili. Non è certamente statico l’ambiente esterno alle imprese, ma si tratta di una turbolenza che non mette in discussione, cioè non chiede che cambino, le identità profonde delle imprese. Si tratta di un cambiamento che aumenta il livello dello scontro competitivo. A questo cambiamento si reagisce, secondo i nostri autori, aumentando il proprio vantaggio competitivo. Che, alla fine, significa fare meglio dei concorrenti il mestiere di sempre.

Avete notato la stranezza? Si cerca di esorcizzare il concetto di gioco a somma zero. E poi si propone per esorcizzarlo di usare quello di vantaggio competitivo che ha senso solo per giochi a somma zero. Io credo che la sfida sia molto più profonda e richieda una alleanza, altrettanto più profonda, tra la sfera dell’economico e del sociale. Proporrò solo una breve sintesi del mio pensiero. Per chi voglia qualche dettaglio in più, rimando al nostro documento allegato sul “Social Plan” (La folosofia del Social Plan).

Innanzitutto siamo di fronte all’esigenza di un cambiamento sociale profondo: la società industriale ha fatto il suo tempo e serve progettare un nuovo modello sociale. Sembra banale dirlo, ma questo fa una grande differenza perché significa che il primo obiettivo di imprese ed attori sociali è quello di creare il proprio ambiente. Provo a dire le cose diversamente: oggi si sente dire che la sfida maggiore è quella di prepararci, adeguarci al futuro. Ecco io credo che la vera sfida sia quella di creare un nuovo futuro economico e sociale.

Se è questo l’obiettivo, il concetto stesso di vantaggio competitivo appare senza senso. Propongo un esempio che riguarda il sistema bancario la cui evoluzione io ritengo sia chiave per lo sviluppo di un nuovo sistema economico. Se si mantiene costante il ruolo economico e sociale della banca (fornire risorse e servizi finanziari) allora ha senso per ogni banca il concetto di vantaggio competitivo e di una responsabilità sociale che alla fine significa solo fare onestamente il proprio lavoro con un pizzico di “charity”. Se si immagina una banca che diventa motore di sviluppo dei territori, una banca il cui vero servizio sociale è la mission di sviluppare i territori, allora ci si accorge che, per realizzare questa missione, essa deve fornire a questi territori non solo risorse finanziarie, ma anche risorse intangibili. Risorse di conoscenza per permettere al sociale ed alle imprese di riprogettare il territorio e di partecipare alla riprogettazione della società nel suo complesso.

L’insegnamento di questo esempio è semplice: il rapporto tra strategia d’impresa e strategia sociale si deve invertire. E’ la strategia sociale (lo sviluppo dei territori) che guida la strategia d’impresa (la scoperta che è necessario vendere non solo finanza, ma anche conoscenza).

Ora, per attuare questa inversione servono nuovi schemi di progettualità strategica che vadano molto al di là del concetto di vantaggio competitivo. Per dare un’idea in che direzione lavorare propongo di osservare come gli autori considerano l’ambiente: esso viene considerato popolato di “cose” molto diverse: da valori, azioni, attori etc. Si tratta di uno schema sociologicamente primitivo. Nello schema dello stakeholder management tradizionale l’ambiente viene considerato popolato di attori. Ma si tratta di attori che non hanno ancora acquisito lo status di attori sociali. Detto più semplicemente, si considerano gli attori sociali come se fossero persone.

Uno dei progressi da fare, per costruire un nuovo schema strategico, adatto ad imprese che vogliano (ma se non vogliono sono socialmente “irresponsabili” perché rifiutano la sfida sociale di fondo), è quello di accettare i suggerimenti della sociologia relazionale, secondo me nella versione proposta da Luhmann. Una illustrazione più completa di questo concetto può essere trovata nel documento qui allegato che descrive la nostra visione dello “Stakeholder Engagement” (FAP metodologia).

Conclusione davvero: io credo che la nostra principale responsabilità sociale sia quella di costruire questo nuovo schema di progettualità strategica. Lo possiamo fare solo noi italiani perché abbiamo una competenza distintiva fondamentale a questa abbisogna: sappiamo costruire rinascimenti. Noi che popoliamo complexlab abbiamo una responsabilità più diretta perché dobbiamo fornire le metafore e i modelli per costruire una nuova cultura strategica che deve diventare un metodo per costruire rinascimenti.

Notificami nuovi commenti
Aggiungi commento

Puoi aggiungere un commento compilando la form sotto. Utilizza il testo semplice.

pubblicato il 06 Ottobre 2009

Autore

Francesco Zanotti

AtmanProject

Presidente

Sei interessato?
Segui questo progetto

Ogni volta che verrà inserito un nuovo articolo riceverai una notifica direttamente nella tua casella email.

Dello stesso autore
Gli Ultras sono attori sociali Gli Ultras sono attori sociali

I gruppi di ultras sono sostanzialmente attori sociali. Ma il modo in cui si stanno affrontando è simile al modo in cui si trattano tutti i gruppi antagonisti. In realtà esiste un'alternativa.

CSR: dalla retorica allo sviluppo CSR: dalla retorica allo sviluppo

La caratteristica fondamentale della nostra società è l’aumento della sua complessità economica, sociale, politica, istituzionale e culturale. Aumento di complessità significa che, quando si ...

Lezione di etica alla norvegese (dal Sole 24 Ore) Lezione di etica alla norvegese (dal Sole 24 Ore)

E' necessario un nuovo è più intenso paradigma di CSR. Essere socialmente responsabili significa, da parte delle imprese, dopo tutto, attivare strategie che sono orientate allo sviluppo sociale c...

Impresa e cultura: una nuova proposta Impresa e cultura: una nuova proposta

Una delle aree più a rischio di deriva retorica è quella del rapporto tra impresa e cultura. Voglio dare il mio contributo perché il rischio della deriva retorica si trasformi in uno stimolo al...

Dalla creatività individuale alla creatività sociale Dalla creatività individuale alla creatività sociale

Come ogni giovedì, il Sole 24 Ore allega al quotidiano l’inserto “Nova”. In questo numero si parla diffusamente della creatività. Un nostro commento.

www.dotherightthing.com: stiamo progettando il passo successivo www.dotherightthing.com: stiamo progettando il passo successivo

Da un articolo-suggerimento comparso su "Domenica" del Sole24Ore, la conferma della visione anglosassone della CSR così come appare da questo sito comunità che considera la responsabilità social...

Ultimi articoli inseriti
Cerchi nell’acqua Cerchi nell’acqua

Sei, forse sette, magari otto

Felicità… un treno mai in orario Felicità… un treno mai in orario

Ogni coscienza sa di cosa parlo

Io, vista da me  Io, vista da me

Già a quel tempo avrei dovuto capire: ero stata catapultata in un mondo bizzarro

MANIFESTO PER LA CRESCITA ECONOMICA MANIFESTO PER LA CRESCITA ECONOMICA

la crisi economica, al di là di quel che si dice, sta ficcata dentro il meccanismo produttivo. Lì risulta alterato il rapporto di scambio domanda/offerta Questo è potuto accadere ...

4 DRIVERS per far emergere le possibilità dal futuro: Normann, Johansson, Scharmer, Deming 4 DRIVERS per far emergere le possibilità dal futuro: Normann, Johansson, Scharmer, Deming

Sempre più oggi “leadership” vuol dire capacità di far emergere le possibilità dal futuro. Il passaggio decisivo è quello da “prevedibilità” a “possibilità”. Non si tratta di una questione meramente terminologica....

Se la risposta e' "crescere" qual era la domanda ? Se la risposta e' "crescere" qual era la domanda ?

System Dynamics, Ecologia, Green Economy

Dream Wellness & Therapy - III: Sogno d'Amore, oppure... Matrimonio da sogno?! Dream Wellness & Therapy - III: Sogno d'Amore, oppure... Matrimonio da sogno?!

[Versione 20 Maggio 2012] Il Matrimonio oggigiorno "soffre", e così l'Amore - ma... di cosa? Una povertà di Spirito Sognante, una povertà di appagamenti, contrapposta a...

IMPARARE DAL FUTURO CHE EMERGE IMPARARE DAL FUTURO CHE EMERGE

Da oramai qualche tempo si sta facendo strada un significativo cambiamento di prospettiva nel mondo del management (e non solo), un cambiamento in molti casi ancora solo “abbozzato”, più una...

Scelti per voi dall'Archivio
Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità

Un profondo ripensamento delle imprese alla luce della Complessità, per ritrovare ...

Armando Savini
STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems

STGraph is a simulator for dynamic systems modeled according to the ...

Luca Mari
La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze

Un serio approfondimento sulle complesse dinamiche evolutive del mercato immobiliare italiano ...

Oliviero Tronconi
Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora" Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora"

Come stimolare e far emergere cambiamenti e risultati significativi nelle aziende ...

Nicola Antonucci
Finanza Scientifica Finanza Scientifica

Semplici e brevi spunti per comprendere la Finanza partendo dalla comprensione ...

Nicola Antonucci
Cronaca dal Futuro ( 2012 ) – Il Crepuscolo di Dollaro e Oro, l’Alba di Finanza Immobiliare e Facility Management Cronaca dal Futuro ( 2012 ) – Il Crepuscolo di Dollaro e Oro, l’Alba di Finanza Immobiliare e Facility Management

Mi è arrivato oggi, 18 giugno 2010, un secondo tempogramma dai ...

Nicola Antonucci
Bibliografia
Teoria della Complessità e sue applicazioni Teoria della Complessità e sue applicazioni

Una bibliografia sulla teoria della complessità e delle sue applicazioni

Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni

Una bibliografia quasi completa sulla teoria delle reti e delle sue ...

Una bibliografia tutta italiana sulla complessità Una bibliografia tutta italiana sulla complessità

La bibliografia sulla complessità in italiano.

Complessità e management delle organizzazioni Complessità e management delle organizzazioni

Una bibliografia della complessità applicata al management delle organizzazioni.

Teoria dei Giochi e sue applicazioni Teoria dei Giochi e sue applicazioni

Una bibliografia sulla teoria dei giochi e delle sue applicazioni

Bookmarks
CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità

(Università LIUC di Castellanza, Direttore: Giuseppe Scifo) Studio della complessità nelle ...

Bloom! Bloom!

Con sguardo antropologico, Bloom! si propone di ricostruire l’immagine ed il ...

ISEM - Institute for Scientific Methodology ISEM - Institute for Scientific Methodology

"Bringing science back into culture", the Institute for Scientific Methodology (Director: ...

 
Back to top

Partners di ComplexLab

© 2011 - ComplexLab