Sezioni
Tu sei qui: Home Comunità ssabetta Articoli Sulla corporate social responsibility

Sulla corporate social responsibility

Corporate Social Responsability ed economia sostenibile

[ pubblicato sulla rivista on –line Altalex ]

La Commissione Europea con la comunicazione  136 del 22 marzo 2006 al Parlamento Europeo, al Consiglio e  al Comitato Economico e Sociale Europeo ha posto l’obiettivo di fare dell’Europa “un polo di eccellenza in materia di responsabilità sociale delle imprese”.

L’economia di mercato per restare competitiva nel lungo termine deve potere integrare il successo economico con la coesione sociale e la protezione ambientale, acquista pertanto importanza il dialogo con gli stakeholder al fine di gestire le problematiche sociali e ambientali che influenzano la competitività delle imprese. L’autoregolamentazione, in particolare delle maggiori aziende, dovrà creare un clima di equità e fiducia da affiancarsi ad un sistema legislativo e normativo efficace.

Al riguardo vi è molto scetticismo per l’ipercompetitività dei mercati, con conseguente pressione sui costi e la ricerca di nuove opportunità di crescita, circostanza che ha indotto molte imprese a comportamenti opportunistici se non fraudolenti perdendo di vista la necessità del mantenimento di condotte finanziarie e sociali più equilibrate nell’interesse strategico dell’impresa stessa, superando il tatticismo del breve termine.

Già nel 2002 il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha lanciato un progetto ( Corporate Social Responsability – Social Committment) relativo alla diffusione della cultura di CSR su base volontaria.

La nuova visione strategica del successo aziendale punta a integrare nel progetto imprenditoriale le istanze sociali e ambientali, interagendo direttamente con i vari interlocutori.

Dobbiamo superare la visione di un mercato senza regole in cui primeggino esclusivamente i profitti, sacrificando qualsiasi responsabilità sociale delle imprese, con particolare riguardo a quelle medio – grandi, se è vero che i programmi di CSR sono visti dalle imprese in molti casi in termini puramente difensivi rispetto alle sfide di settori consapevoli sempre più ampi della società, è anche vero che è stata sottolineata da più parti la necessità di un nuovo approccio strategico basato su un nuovo contratto sociale (Donaldson, Dunfee); questo ancor più di fronte alle nuove crisi ecologiche e sociali che si stanno manifestando secondo un concetto di pura crescita economica e non di sviluppo.

La CSR non è altro quindi che l’integrazione degli obiettivi economici, ambientali e sociali nel rispetto dei rispettivi ruoli tra l’impresa e i vari stakeholder (Freeman), secondo un concetto di gestione integrata.

Si è detto che nel lungo periodo gli interessi degli azionisti e degli altri stakeholder si integreranno, ma questo avverrà solo a seguito di una chiara visione e corretta azione del management.

La responsabilità sociale dell’impresa comporterà un miglioramento dell’immagine sociale e della gestione delle risorse umane, per tale via una conseguente contrazione dei costi per l’accesso alle risorse finanziarie e a un miglioramento dei costi di produzione e della qualità e appetibilità del prodotto, questo comporta la necessità di sviluppare un concetto di governance strategica integrato tra le dimensioni economiche, sociali  e ambientali, incrementando le risorse immateriali della fiducia e delle relazioni positive per uno sviluppo sostenibile nel tempo.

Si tratta di una mentalità che non può formarsi solo in termini burocratico - normativi, ma dovrà essere assimilata dal management convinto della sua bontà.

La necessità nelle economie avanzate di uno sviluppo sostenibile nel tempo, con una ampia responsabilità sociale, che superi il puro aspetto quantitativo iniziale, lo si può riscontrare anche dall’esame dell’undicesimo Piano Quinquennale (2006 – 2010) di Pechino.

Si parla di “sviluppo scientifico” con cui superare il puro “sviluppo estensivo”, passando da una crescita a ogni costo ad uno sviluppo sostenibile e si afferma chiaramente che la crescita economica non è da identificarsi con lo sviluppo economico. La crescita economica a qualsiasi costo, fuori da progressi tecnologici e innovazione ha portato a gravi danni ambientali e non si è riversata automaticamente su un progresso sociale generale, favorendo forti squilibri sociali che se non opportunamente corretti porteranno in un prossimo futuro a tensioni faticosamente gestibili.

Si introduce il concetto “prosperità condivisa”, in cui dall’iniziale “arricchirsi è giusto” di Deo Xiaoping si punta ad un bilanciamento dell’economia di mercato con la ricerca dell’egualitarismo quale base della direzione della crescita, dando maggior ruolo alla legalità, alla difesa della giustizia e alla stabilità sociale.

L’analisi economica tradizionale pone un legame diretto tra benessere materiale e felicità, intesa come benessere soggettivo derivante dalla qualità della propria vita, anche se riconosce un rapporto decrescente all’aumentare del reddito in quanto la crescita dello stesso procura maggiore felicità in un individuo povero.

Ronal  Inglehart ha evidenziato che ciascun individuo conferisce un maggiore valore alla risorsa che a lui appare più scarsa, si che si passa progressivamente da acquisizioni di beni materiali a beni immateriali quali il tempo libero per l’auto-espressione secondo “valori post – materialisti”.

Proprio con l’uscire dalle esigenze materiali immediate si arriva ad assegnare maggiore valore alla qualità della vita cercando di perseguire stili di vita diversi.

Si afferma in parallelo un modello di “economia della conoscenza” nella quale il bene economico maggiore risiede nella creatività, ossia nella capacità di interloquire con gli altri le proprie esperienze. All’inizio questo può comportare una dicotomia tra diritti di proprietà e diritti di libertà, i primi intesi come tutela del controllo dei mezzi di produzione, i secondi come sostegno alle capacità innovative, anche se successivamente la stessa innovazione tenderà ad essere tutelata dai diritti di proprietà.

Ma sorge anche un altro problema sociale la necessità di integrare le capacità creative individuali in un rapporto ordinato e coerente con gli altri, in modo da ottenere la prevedibilità dei comportamenti in un continuo dilemma autonomia / controllo (Melucci).

L’economia della conoscenza non è altro che la premessa necessaria ad una economia sostenibile in cui il PIL non può essere più inteso come indicatore assoluto della crescita, in quanto non sottrae né l’impoverimento del capitale naturale ad opera dell’uomo, né il deprezzamento nel tempo del capitale già prodotto dall’uomo.

Gli economisti ecologici hanno pertanto introdotto nelle analisi, dopo una serie di aggiustamenti positivi e negativi, l’Indice di benessere economico sostenibile (ISEW) sviluppato da Clifford W. Cobb e John B. Cobb Jr., in cui si considera tra l’altro il concetto di “disutilità” come crescita antieconomica, ossia “futile”, nella quale l’aumento dei consumi non aggiunge alcuna utilità rispetto al sacrificio necessario per ciascuna unità di consumo in più.

Forse il malessere di molta parte della nostra gioventù è sintomo di questo stadio economico a cui le nostre economie avanzate sono giunte.

Non più la crescita quantitativa ma quella qualitativa, ossia lo sviluppo può essere la risposta a cui una impresa socialmente responsabile può dare un grosso contributo, consolidando il rapporto con un mercato sempre più qualitativamente esigente, in presenza di risorse ambientali sempre più scarse.

Bibliografia

  • Herman E. Daly, L’Economia in un mondo pieno, in “Le Scienze”, 112 – 119, 11/2005;
  • Cobb. C. W. e Cobb J. B. jr., The Green National Product: A Proposed Index of Sustainable Economic Welfare, University Press of America, 1994;
  • Di Gianni Silvestrini, Verso la fine del Petrolio, in “Le Scienze”, 80 – 85, 11/2005;
  • Di Marco Cattaneo, Siamo arrivati alla resa dei conti, in “Le Scienze”, 38 – 39, 11/2006;
  • M. Weber, Crescita armoniosa e sviluppo sostenibile: le linee guida di Pechino, in “Economia & Management”, 30 – 34, ETAS, 1/2006;
  • F. Perrini, Corporate Social Responsability: l’Europa e lo sviluppo di imprese competitive e sostenibili, in “Economia & Management”, 11 – 17, ETAS, 3/2006;
  • F. Perrini, Corporate Social Responsability: nuovi equilibri nella gestione di impresa, 7 –13, ETAS, 2/2006;
  • R. Inglehart, La società postmoderna. Mutamento, ideologie e valori in 43 paesi, Editori Riuniti, 1998;
  • A. Melucci, Libertà che cambia. Una ecologia del quotidiano, Edizioni Unicopoli, 1987;
  • T. Donaldson – D. Dunfee, Ties that Bind. A social Contracts Approach to Business Ethics, Harvard Business School Press, Cambridge, 1999;
  • A. E. Freeman, Strategic Management. A Stakeholder Approach, Pitman, Boston, 1984.
Aggiungi commento

pubblicato il 06 Ottobre 2009

Autore

Sergio Sabetta

corte conti

coordinatore

Dello stesso autore
Individualità ed individualismo nel raffronto fra due culture Individualità ed individualismo nel raffronto fra due culture

La prima e fondamentale questione è come si pone l'individuo nei confronti della collettività e la struttura gerarchica che ne deriva.

Sulle difficoltà per il modello C. S. R. Sulle difficoltà per il modello C. S. R.

Si parla ormai da più parti di una certa stanchezza sul modello del C. S. R. ( Corporate Social Responsibility ) in quanto progressivamente trasformato in retorica e burocrazia, in altre parole si...

Sapienza, saggezza e tecnicità Sapienza, saggezza e tecnicità

La forma unitaria dell’ essere si ricrea in termini elitari, come qualcosa che spetta esclusivamente per costi e sforzi ad una fascia ristretta.

Il senso dell’ingiusto Il senso dell’ingiusto

Il diritto non è altro che la combinazione di queste forme elementari di socialità nella ricerca di regole adatte al gruppo sociale, per il suo successo e quello dei suoi membri in termini evoluz...

L’interpretazione della realtà L’interpretazione della realtà

In tutte le concatenazioni di eventi che noi riconsideriamo nella nostra memoria, sia come testimonianza che valutazione per future azioni, interviene l’interpretazione dei fatti e la loro ricost...

 La libertà nella complessità biologica La libertà nella complessità biologica

Non vi è una libertà assoluta, ma varie libertà in funzione delle esigenze interne da soddisfare, naturalmente il parametro per decidere se un uso della libertà è positivo o negativo sono le r...

Ultimi articoli inseriti
LE IMPRESE POST-PRODUTTIVE IMPALLANO IL MERCATO LE IMPRESE POST-PRODUTTIVE IMPALLANO IL MERCATO

Il Franchising salda produzione e commercio del prodotto. Il dispositivo della Moda sostituisce l’usura nella dismissione della merce. La pubblicità informa di senso il prodotto, ben oltre un consiglio d’acquisto. Il Marketing...

Muri Nomadi, Stream of Awareness Muri Nomadi, Stream of Awareness

Il Muro Nomade è uno strumento per il racconto in tempo reale dei discorsi collettivi, una mappa scritta accanto alle persone narranti per incrementare e fissare la consapevolezza comunitaria di...

Cosmologia quantistica: intervista a Ignazio Licata sull'universo arcaico Cosmologia quantistica: intervista a Ignazio Licata sull'universo arcaico

Mario Esposito, autore del blog Brain 2 Brain, intervista il fisico teorico Ignazio Licata sulla teoria cosmologica quantistica elaborata assieme al fisico Leonardo Chiatti.

 Visione.Una riflessione sull’epistemologia cognitiva Visione.Una riflessione sull’epistemologia cognitiva

I processi della visione naturale vengono qui analizzati dal punto di vista algoritmico dell'IA e da quello della neurofenomenologia. Se ne ricavano alcune riflessioni sul "vedere con i modelli" e...

Ignazio Licata - Complessità. Un’introduzione semplice Ignazio Licata - Complessità. Un’introduzione semplice

Discutere di “complessità” è stato a lungo avvertito come un obbligo irrinunziabile: nessuno che ambisse a una certa visibilità in alcuni dibattiti epistemologici del secolo scorso poteva illudersi di farne...

Francesco La Mantia
Ambienti complessi  e visualizzazione delle informazioni  Ambienti complessi e visualizzazione delle informazioni

Il problema della visualizzazione delle informazioni massive è critico e centrale in una società come la nostra che è sempre più connessa e sta producendo (e contemporaneamente sta raccogliendo) masse...

BLOG di  Finanza Scientifica BLOG di Finanza Scientifica

Per spunti, riflessioni, scenari complessi e pro-vocazioni sull'attualità finanziaria, con un approccio innovativo - scientifico - alla Finanza.

ECCS'11. La Conferenza Europea di Vienna sui Sistemi Complessi ECCS'11. La Conferenza Europea di Vienna sui Sistemi Complessi

Notizie e riflessioni sulle linee emergenti dagli studi internazionali su complessità e reti. Il resoconto di Valerio Eletti sulla European Conference on Complex Systems (ECCS’11) che si è tenuta a...

Scelti per voi dall'Archivio
Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità

Un profondo ripensamento delle imprese alla luce della Complessità, per ritrovare ...

Armando Savini
STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems

STGraph is a simulator for dynamic systems modeled according to the ...

Luca Mari
La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze

Un serio approfondimento sulle complesse dinamiche evolutive del mercato immobiliare italiano ...

Oliviero Tronconi
Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora" Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora"

Come stimolare e far emergere cambiamenti e risultati significativi nelle aziende ...

Nicola Antonucci
Finanza Scientifica Finanza Scientifica

Semplici e brevi spunti per comprendere la Finanza partendo dalla comprensione ...

Nicola Antonucci
Cronaca dal Futuro ( 2012 ) – Il Crepuscolo di Dollaro e Oro, l’Alba di Finanza Immobiliare e Facility Management Cronaca dal Futuro ( 2012 ) – Il Crepuscolo di Dollaro e Oro, l’Alba di Finanza Immobiliare e Facility Management

Mi è arrivato oggi, 18 giugno 2010, un secondo tempogramma dai ...

Nicola Antonucci
Bibliografia
Teoria della Complessità e sue applicazioni Teoria della Complessità e sue applicazioni

Una bibliografia sulla teoria della complessità e delle sue applicazioni

Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni

Una bibliografia quasi completa sulla teoria delle reti e delle sue ...

Una bibliografia tutta italiana sulla complessità Una bibliografia tutta italiana sulla complessità

La bibliografia sulla complessità in italiano.

Complessità e management delle organizzazioni Complessità e management delle organizzazioni

Una bibliografia della complessità applicata al management delle organizzazioni.

Teoria dei Giochi e sue applicazioni Teoria dei Giochi e sue applicazioni

Una bibliografia sulla teoria dei giochi e delle sue applicazioni

Bookmarks
CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità

(Università LIUC di Castellanza, Direttore: Giuseppe Scifo) Studio della complessità nelle ...

Bloom! Bloom!

Con sguardo antropologico, Bloom! si propone di ricostruire l’immagine ed il ...

ISEM - Institute for Scientific Methodology ISEM - Institute for Scientific Methodology

"Bringing science back into culture", the Institute for Scientific Methodology (Director: ...

 
Back to top

Partners di ComplexLab

© 2011 - ComplexLab