Il diritto e la soglia di Planck
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complessità
"Possiamo vivere solo perchè questo deve avere un termine" In fisica la lunghezza di Planck segna la soglia sotto la quale lo spazio-tempo perde la sua continità e pertanto non si possono più aplicare le leggi della fisica e della relatività classica, effetti quantistici sconosciuti vengono a modificare in termini granulari, come nel caso della materia e dell' energia, il tessuto dello spazio-tempo. Anche in termini cosmologici si crea un bordo temporale, una soglia degli eventi in cui vi è una interruzione delle linee dell'universo, l'inizio del tempo. Lo stesso può dirsi nel mondo giuridico, in cui vi è un evento creativo da cui parte l'analisi e si compone e interagisce nel tempo e nello spazio la norma, quello che precede risulta impreciso sebbene raccolto in atti e relazioni, ma sono le centinaia di contatti personali che ne sono all'origine che vengono tuttavia a perdersi. Si crea la finzione del Legislatore il quale per suo esclusivo atto di volotà crea, il fiat lux della Genesi . La nascita è travagliata, ma non è altro che la rinormalizzazione, altrimenti inaccettabile, del mondo complesso da cui è nata la norma. Si risolve il problema rifiutando semplicemete di pensarci e concentrando l'attenzione sugli sviluppi successivi, mascherando ciò che è dietro l'orizzonte degli eventi. Nella realtà è il valore infinito per il nostro essere precedente all'evento quello che giustifica il presente e ne costituisce le premesse per l'evolversi della norma. Gli infiniti da cui può nascere la norma è riflesso nell'infinito evolversi successivo, della complessità applicativa che può trasformarsi nella caoticità per la mancanza o l' insufficienza dei catalizzatori semplificativi, l'infinito precedente imposta la norma che una volta nata avrà proprie leggi evolutive autonome dalla precedente fase. Bibliografia
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