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Scenari Complessi Creativi: Dopo la “Deflazione morbida” annunciata… what’s next?

 

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9 dicembre 2008

Il vero talento, quello del ComplexManager, nella complessità è saper immaginare scenari possibili prima e meglio di altri
Francesco Varanini

Con il brusco taglio dei tassi da parte di Trichet, ossia della BCE, tutti hanno smesso di parlare di inflazione e hanno iniziato a ‘prevedere’ una… deflazione.  What’s… “deflazione”?! Sembrava un termine, un concetto, una realtà ormai definitivamente eradicata – come il vaiolo!

Dov’erano tutti questi ‘veggenti del passato’ che oggi ‘prevedono’ una deflazione, mentre solo pochi mesi fa tacciavano di “pessimista”, “disfattista”, “catastrofista”  chi scriveva articoli come  L’Anti-Robin Hood e la “Deflazione Morbida”, ossia… lo “Schianto Pilotato”, del 20 agosto 2008!

Che dire invece di chi scriveva già nel febbraio 2006 (quasi 3 anni fa!) articoli come “L’Anti-Robin Hood e la trappola immobiliare” – prefigurando un crollo del settore immobiliare, prodromo di un regime deflativo…? Un folle!

Oggi, chi non fosse avvezzo all’approccio della Finanza Scientifica, affrancandosi dai vecchi principi scientifici e adottando quelli necessari per sviluppare il talento della nostra epoca sempre più complessa (vedi l’incipt),  può leggere i miei precedenti articoli dal 2006 a oggi, oppure ‘vedere’ l’approccio della Finanza Scientifica nei vari video al link http://www.teletrading.tv/finanza_scientifica.html

Ora, però, che tutti “post-vedono” l’attuale scenario deflativo, noi dobbiamo continuare a… giocare!  Con un “approccio cognitivo ai giochi complessi”, dobbiamo immaginare le possibili profondità di questa deflazione, e soprattutto immaginare possibili scenari dopo questa fase deflativa, poiché nulla è eterno!

Prima, però, qualche domandina facile.

Prima domanda: tutti oggi biasimano i mutui sub-prime (dopo che tutti hanno incoraggiavano, oppure correvano, a sottoscriverli!), e tutti oggi deplorano i malefici strumenti finanziari ‘derivati’ (mentre quasi tutti continuano a non capire cosa siano veramente). Ebbene, contro quale prossima ‘bolla’ finanziaria si scaglierà l’odio delle prossime vittime, oggi ignare, del suo possibile ‘scoppio’?

Semplice – per chi ha letto i precedenti articoli a partire daL’Anti-Robin Hood: dalle Crisi immobiliari e dei Credit Default Swaps alle Opportunità  dei Brick Sharesdel 29 luglio 2008: i CDS – i Credit Default Swap!  La loro diffusione, stimata in 65 milioni di milioni di $ (trillion $), è pari a 4 volte il PIL americano, e ha reso banche e compagnie assicurative strettamente coinvolte nell’attuale Crisi attraverso un processo perverso di assicurazione contro il default dei Corporate Bonds.   La AIG, tecnicamente fallita nel settembre 2008 (per chi avesse già ‘rimosso’ tale trauma)  è un colosso delle assicurazioni!

Seconda domanda: dalla “bolla dei bulbi di tulipano” del 1637, attraverso decine e decine di bolle e crisi, fino ai “Crack Argentina” e  “Russia”,  e alla mitica “Bolla Internet” del 2000, cosa differenzia in modo sostanziale l’attuale Crisi dalle precedenti in 370 Anni di storia?

Semplice: mentre le precedenti crisi erano tutte “Crisi DOC” (a Denominazione d’Origine Controllata), questa è la prima Crisi Globale “al quadrato”, ossia globale sia per estensione geografica sia per estensione sociale: tutti gli strati sociali ne sono rimasti coinvolti a causa della “passione del mattone” (alloggi, capannoni, uffici, box auto, ecc…). E saranno ancora più coinvolte quando, dopo la AIG, anche altre compagnie assicurative ‘scricchioleranno’ (vedi precedente articolo “Scenari Complessi: dopo la crisi delle banche…. What’s next?”  dell’8 novembre 2008.

Il conseguente livello di complessità del sistema finanziario, economico, sociale e politico mondiale rende ogni angolo del pianeta correlato, ossia coinvolto, in quanto succederà.  Una complessità, come abbiamo condiviso nel precedente articolo appena citato, che le scarse conoscenze scientifiche delle classi politiche dirigenti stanno… incrementando.

 

Ma cosa succederà…? Mah!  Al meglio, cerchiamo di immaginare prossimi scenari.  So...  what’s next?

Sempre col nostro approccio degli “Scenari Complessi Creativi”, nell’ambito della Finanza Scientifica, è possibile immaginare alcuni eventi-trigger e conseguenti scenari possibili, seppur imprevedibili.

Nel precedente articolo avevo già ipotizzato alcuni plausibili eventi-trigger, quali:  default di un paio di corporate bond prestigiosi (bancari e/o assicurativi), moti sociali in qualche grossa metropoli, crollo dei prezzi di immobili di pregio, un ‘incidente’ ad Obama, ulteriore (ed  eccessivo) abbassamento dei  tassi di sconto che sarebbe il segnale ufficiale di stagnazione o, peggio, di deflazione …

Da questa lista depenniamo ora  “l’ulteriore ed eccessivo abbassamento dei tassi di sconto” – appena avvenuto: siamo ufficialmente entrati in un regime deflattivo !

 

Tra gli scenari possibili, intesi come nuovi equilibri transitori, ‘peschiamo’, sempre dal precedente articolo, “la deflazione morbida” (ossia un “effetto Argentina pilotato”), che tutti ora post-vedono!

E’ abbastanza facile, a partire da quest’ultima ‘biforcazione’ tra i due scenari inflativo e deflativo, immaginare le conseguenze dell’attuale scenario imboccato (quello deflativo): carenze reddituali e pensionistiche, abbassamento del tenore di vita, ritorno all’economia reale e produttiva, fine della “bolla Euro” con i prezzi deflazionati che tornano ad essere corrispondenti a quelli pre-Euro (e ciò varrà per le pizze, per le auto, per le case).

Quando comparirà una prossima decisiva ‘biforcazione’? Mah!

Certo è che, “l’Algebra di Valori” delle masse, nell’attuale scenario, soppesa molto più le notizie negative di quelle positive. Qualsiasi evento negativo verrà quindi tramutato in una pericolosa escalation.

Terza domanda: Come mai il rendimento dei corporate bond FIAT passa da un tasso ufficiale, già elevato, dell’8% a un tasso di mercato del… 16% (ossia, ben  8 punti in più del rendimento ufficiale )?

Semplice: basterà il default di una qualsiasi corporation, peggio ancora di una compagnia assicurativa, per determinare un “bank-run” – corsa agli sportelli bancari – con ulteriore sprofondamento nella deflazione.  E il mercato inizia a puntare il dito sui possibili “next ones”.

 

Deflazione, deflazione profonda, e poi…?

Un periodo deflativo è difficile che duri meno di 2 anni, che diventerebbero subito 4 anni in caso di “profonda deflazione” causata da prossimi eventi-trigger particolarmente preoccupanti (moti sociali e/o attacchi terroristici in varie metropoli, guerra contro l’Iran, fallimento di una grossa compagnia assicurativa,….)

Scenari inflattivi seguiranno tale periodo deflativo, ma l’entità della futura inflazione dipenderà dalla risoluzione degli attuali problemi strutturali che la deflazione è chiamata a risolvere. La loro mancata risoluzione potrebbe comportare, da qui a 2-4 anni, la necessità di stampare valanghe di banconote che conseguente disfatta anche politica e sociale (Weimar, anni ’30, docet…!)

Cosa fare allora? In vista di cosa?

Deflazione significa “massa di beni e servizi superiore al valore delle risorse economiche disponibili”.

Allora, la prospettiva beni e servizi più economici comporta l’attesa che lo diventino sempre più, con la conseguente ‘catatonia’ che stiamo appena sperimentando in quasi tutte le economie.  Pizze, auto, case, aziende… tutti in attesa di un cataonico compratore che si risvegli a nuova  vita e all’economia reale - produttiva e parsimoniosa: due ‘bestemmie’ per le nostre società drogate dall’opulenza e dal culto dell’immagine.

Una certezza, però, ce l’abbiamo:  le opportunità, in clima deflattivo, 'pioveranno' in termini di acquisizioni economiche di  immobili, aziende, beni...
Non rimane quindi che osservare un culto incondizionato per la “liquidità liquidabile” (diversificazione su titoli di stato, fondi liquidità, diamanti...)

Non rimane quindi che osservare un culto incondizionato per altri Valori che vadano ad integrare la nostra Algebra di Valori limitata al solo valore monetario, tipica del “cinico” di Oscar Wilde (“colui che sa il prezzo di tutto e il valore di niente”). Valori quali la parsimonia più che il consumismo, l’equilibrio tra vita professionale e vita personale più che il carrierismo, la Conoscenza più delle ‘conoscenze’, il ben-essere più che il “molto-avere”…

Un’Algebra di Valori che possiamo arricchire a articolare meglio guardandoci intorno, nei mondi, per esempio, della Finanza Islamica e della Finanza Ebraica (vedi i filmati).

Non rimane quindi che predisporsi  mentalmente e operativamente a cogliere le occasioni che il Caos fornisce solo alle menti preparate.

 

L’importante è non aggrapparsi a una ‘strategia sub-ottimale’, ossia rinunciare a guadagnare con gli investimenti finanziari per evitare rischi di perdita, lasciando ad altri la ‘strategia ottimale’, ossia ‘cavalcare’ – e mai prevedere! - i fenomeni complessi finanziari con una metodologia scientifica coerente con i sistemi complessi (vedi “Consulenza Finanziaria Scientifica: come sopravvivere e guadagnare oltre l’orlo del caos…” ).

Poiché… ogni Caos porta nuovi equilibri e, quindi, tante opportunità (imprenditoriali, immobiliari, esistenziali), soprattutto per le Piccole Medie Imprese (PMI) e per i Professionals alle prese con la “Gestione delle Crisi d’Impresa”.

Il CAOS favorisce le menti preparate!

 

Per ulteriori informazioni e chiarimenti: n.antonucci@complexlab.it

 

Ad Majora!

Nicola Antonucci

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pubblicato il 12 Dicembre 2008

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