ComplexLife: CULTURA E KOAN - II Puntata: il Cretinometro.
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[Il viaggio è iniziato nella precedente puntata che è opportuno leggere prima di proseguire: “I Puntata – La Pace” a questo LINK]
“Se un cretino mi dice “tu sei cretino” e io mi offendo, allora il cretino sono io. Purtroppo, il cretinometro non l'hanno ancora inventato” - mio Padre.
Incoraggiato da tanti Avventurieri della Mente (poeti, filosofi e genî che osano oltre le “Colonne d’Ercole” dei ‘luoghi comuni’ – vedi I Puntata), sono ripartito per sviluppare tutte le mie categorie cognitive, tutte necessarie per capire il senso dell’insensatezza sia altrui, sia… mia. Non a caso, è proprio “la comprensione di me stesso” l’obiettivo filosofico supremo degli ultimi 2 millenni, da Socrate (“Conosci te stesso!”), allo Zen (pratica per “Il fiorire della propria natura”), a Nietzsche (“Diventa ciò che sei!”) e fino alle moderne Scienze Cognitive (“Con la neuroplasticità adulta, il nostro agire dà forma a ciò che siamo”). Ma... quale me stesso? Quale propria natura? E poi… quante proprie nature?! La terza ‘rivoluzione copernicana’, attuata dalle Scienze Cognitive e dai “geni egoisti”, mi ha persino spodestato dal centro di me stesso, dopo essere stato spodestato dal centro dell’universo (con la rivoluzione copernicana vera e propria), e poi dal centro privilegiato del mondo animale (con la seconda ‘rivoluzione copernicana’, quella darwiniana) . Infatti, al centro di me stesso non ci sono “Io” con una univoca personalità, bensì un insieme di Personalità Plurime con stati di coscienza ‘carsici’, della durata di alcuni decimi di secondo fino ad alcune decine di secondi, prima di risprofondare nell’inconsapevole e incosciente marasma biologico dal quale sgorgano. Stati di tipo:
Come già intuiva Blaise Pascal… “Il ‘Cuore’ ha le sue ragioni, che la Ragione non conosce”. “Addio!” al presuntuoso Libero Arbitrio, e “Benvenuti!” ai miei plurimi ‘Io’ e… ‘Automi’! Nuove ambivalenze, incomprensioni, contraddizioni, incoerenze, paradossi e persino… koan irrisolvibili – al mio interno, però! Tutti da conciliare con la Cultura (quella vera, con la “C” maiuscola – vedi I Puntata), con l’Intelligenza Olistica e con lo Scambio Comunicazionale affinché “Io” non sia posseduto e governato da altri, bensì torni ad essere pienamente e continuamente mio, ossia… “d’Io”!
Terzo Approdo Sono così approdato al “paradosso del bootstrap”: sollevarmi da terra tirandomi su per i lacci degli stivali… Non ci provo neanche! Ma ho scoperto chi può: l’Altro! “Il nostro vero Io non è tutto in noi stessi.” – Jean-Jacques Rousseau Ecco il tuo ruolo: sopperire al mio deficit di libero arbitrio e alla mia coscienza intermittente, partecipando consapevolmente a un’altra delle innumerevoli ‘strategie miste’ con le quali la Natura tramuta le nostre diversità in vincenti alleanze. Ed ecco dove i cretini, gli ottusi e gli ingenui sprecano la loro e l’altrui umanità, impedendo lo Scambio Comunicativo con le stranianti diversità degli Altri. Gli Altri costituiscono insieme a me una Coscienza Collettiva, nella quale, in ogni istante, ciascuno può liberamente essere nel suo specifico stato “d’Automa” oppure “d’Io”. Istante per istante, quindi, sono automa o autonomo, “d’altri” o “d’Io”, ma… non lo posso sapere - da solo. Me lo può evidenziare soltanto un Altro in stato autonomo e consapevole, purché… io lo ascolti e ne comprenda la plausibilità o il realismo delle affermazioni. Ma… come possono comprenderle il cretino e l’ottuso, depauperati delle categorie del plausibile e del realistico?! E come possiamo comprendere tali affermazioni altrui tutti noi, quando non ci sono parole e concetti comuni per condividerle? Ho sognato, in “Etopìa – un’utopia vicina”, un Convertitore Semantico – di nome “Pizia” – capace di trasferire il senso di una affermazione da una cultura in altre.
Un po’ fermo, un po’ in viaggio… Ripartito alla ricerca di Pizia, il Convertitore Semantico sognato, ho scoperto in sedentarie letture i ‘neuroni specchio’, quelle prodigiose ‘antenne cognitive’ sensibili a parole, gesti, posture e odori capaci di tradurre pensieri altrui in fenomeni di empatia, intuizione, intesa e ‘quasi-telepatia’. Possono però attivarsi se e soltanto se i Prosopi (che interscambiano i propri volti, dal greco prosopon: volto) sono dotati di categorie cognitive analogamente sviluppate, altrimenti diventa impossibile capire, intuire, ‘sentire’ l’Altro. Allora, ha forse ragione Edoardo Boncinelli quando afferma: “Fare è più facile che capire”…? Dipende. ‘Capire’ presenta certamente seri ostacoli svelati dalle moderne scienze cognitive, ostacoli quali:
Il nostro agire dà forma a ciò che siamo. Da cui consegue l’opportunità, nota da sempre agli integralisti ideologici e religiosi: “Prendete una persona normale, fategli ripetere mille comportamenti o ragionamenti cretini, diventerà un cretino!” – parafrasando Göbbels. Meglio, quindi, prenderli in cura da piccoli… Comprendere l’Altro, come ho imparato da queste paradossali scoperte scientifiche, richiede la presenza di aree neurali capaci di captare e valutare la plausibilità, il realismo o l’irrealtà di numerosi segnali altrui percepiti anche senza una mia partecipazione cosciente. Nell’epoca della complessità, tutto ciò vale ancora più per la Realtà: un insufficiente sviluppo di tutte le categorie cognitive rende risibile la capacità di comprendere la Realtà con i suoi ‘segnali deboli’ confusi, incerti, né veri né falsi… Segnali fuzzy, segnali frattali… La difficoltà di percepire le corrette sfumature degli Altri e della Realtà, induce facili semplificazioni che… complicano! Diventa inoltre impossibile lo sviluppo del vero Talento della Complessità: “Saper immaginare scenari possibili della Realtà prima e meglio di altri.” – Francesco Varanini L’ottuso, per esempio, nega tale Talento rifiutando qualsiasi proposta di situazioni che non siano, almeno parzialmente, già realizzate. L’ingenuo, invece, ne crea – troppe, però! Senza alcuna cura per la loro eventuale irrealtà o falsità (fisica, legale, biologica…). Il cretino, infine, non ce la fa proprio a credere, almeno per un attimo, a qualcosa di diverso dalla Verità che già conosce, e alla quale “crede-punto!”. Quanti pazzi, folli ed eretici, invece, hanno saputo nei millenni scorgere, prima e meglio di altri, realtà inizialmente giudicate irrealistiche, o addirittura assurde e nonsense! Un Talento che ha condannato questi ‘Prometeo’ umani - troppo umani - alla… Follia : J.J.Rousseau, F.Hölderlin, I.Semmelweis, F.Nietzsche – tutti condannati, come disse quest’ultimo, dai propri contemporanei che… “non mi ascoltano, e neppure mi vedono! Mi basta parlare con certe ‘persone colte’ per convincermi che (ai loro occhi) io non vivo.” - in Ecce Homo, 1888. Ecco l’immane inattualità sia dei veri genî-folli che si sacrificano inconsapevolmente per espandere le categorie cognitive dell’umanità, sia dei tanti genî considerati inizialmente folli, e che ottennero invece riconoscimenti tali da salvarli dalla follia: A. Einstein, C.Darwin, N.Copernico… Folli ed Eretici che operarono una ‘transumanza’ di concetti dal territorio “impossibile” dei nonsense, dei paradossi, delle incoerenze e delle assurdità, al territorio del “possibile” , sdoganando tali concetti nelle categorie più fruibili dell’irrealistico, del realistico, del plausibile o del vero. Avventurieri della Mente che osarono persino superare le Colonne d’Ercole del nonsense, per accedere a un livello superiore di categorie “possibili” e “impossibili”. Mistici scientifici che seppero concepire, affrontare e disinnescare inquietanti koan occidentali:
Koan scientifici che hanno dis-velato (apo-kalyptein, in greco – da cui: apocalissi) superiori livelli di realismo, plausibilità e di verità dai paradossi e dalle assurdità dai quali erano emersi. Eruditi cretini e ottusi di tutte le epoche hanno però provveduto a ostacolare, a ritardare e a far molto soffrire qualsiasi opportunità di evoluzione delle nostre facoltà mentali, reprimendo sia lo sviluppo neurale stimolato da idee eretiche, sia lo sviluppo ormonale e immunitario stimolato dai piaceri. Cervelli e Corpi repressi per Menti alienate dall’Ambiente reale. Devo proprio a questi “eruditi cretini e ottusi” il mio imperturbabile culto sia per la Tolleranza: “Io disprezzo la tua idea, ma combatterò perché tu possa esprimerla” – François-Marie Voltaire. …sia, ancora più, per il Rispetto: di nuovo… “Insegna il Cristo: amerai il prossimo tuo come te stesso / ma non scordare mai che è un altro” - Antonio Machado Dallo sviluppo sia mentale sia corporeo discende lo sviluppo di una superiore e benefica Intelligenza Olistica, strumento essenziale per “l’ascesa delle nuove classi creative” capaci di immaginare scenari possibili della Realtà prima e meglio di altri. La Cultura di queste nuove classi è fondata su uno Scambio Comunicazionale che sa misurasi con la Diversità, in virtù della Tolleranza e del Rispetto di altri ‘Credo’, di altre etnie, di altre preferenze sessuali, di altri linguaggi, di altri colori… Una Cultura che crea Creatività dalla miscela spontanea di concetti, categorie, linguaggi e ideali con ironia, umorismo e divertimento. Sono, infatti, espressioni tipiche di tale Cultura Creativa – i suoi “Piaceri della Funzione”: i giochi di parole, gli ossimori, gli aforismi, le ironie anche paradossali fino all’estremo del nonsense. Una Cultura che dis-vela Nuova Cultura.
Quarto Approdo, o… un nuovo Primo Approdo? Sono così ritornato, come nel Canone di Pachelbel, all’inizio, alla Cultura-vera: la capacità di misurarmi con la Diversità, grazie alle variegate categorie cognitive che mi connettono alle straniere stranezze altrui, per creare Creatività. “Quale struttura connette (…) me con voi? E tutti noi (…) con lo schizofrenico?” - Gregory Bateson La “struttura che connette” è la Cultura. La Struttura che si dis-vela quando non è più offuscata da spesse coltri di nozioni, né sclerotizzata da dogmi, verità, intolleranze… Auspico una Apocalissi (da apo-kalyptein, in greco: dis-velamento) della Cultura. Ma… per disvelare la Cultura (quella vera), come ‘dimenticare’ la cultura (quella nozionistica) che lo impedisce? Tu rinunceresti alle tue sudate nozioni e a tale intangibile “coperta di Linus”? Io vorrei, ma… “Padre mio, rimetti a me le mie nozioni!” “Se solo potessimo dimenticare - come staccare petali, così colorati, così puri...” Forse “dimenticare” è troppo; forse, le attività più sostenibili sono: setacciare, scartare, filtrare… distillare. Anziché una ‘lobotomia’, una… ‘quasi-lobotomia’, grazie a letture e ascolti che mi aiutino a distillare indigeste masse di nozioni. Poche, essenziali, dense. Lo sanno bene i Poeti, che osano maneggiare concetti distillati attraverso secolari nozioni e parole; concetti dal ‘peso semantico’ tale da schiantare anche menti molto colte; concetti grondanti di sentimenti e di significati. Pochi, essenziali, illuminanti. Concetti, Sentimenti e Significati ‘zippati’ in parole che esplodono in menti capaci di coglierne tutti i colori, avendo categorie cognitive pronte a recepirne le sfumature – non solo bianco e nero! “Solo pazzo! solo poeta! / che parla solo a colori” – Friedrich Nietzsche “…affinché in Una parola / inzeppi tutti i sentimenti” - Friedrich Nietzsche
Dalla Poesia alla Medicina: quale ‘vaccino’ per recuperare le atrofizzate e omologate categorie cognitive, per sviluppare l’Intelligenza Olistica, per espandere lo Scambio Comunicazionale, per diffondere una Coscienza Collettiva, per sviluppare una “nuova classe creativa” e per accrescere il Benessere di Tutti? Ecco il ‘vaccino filosofico’ - il più semplice da esprimere e il più arduo da attuare: il Cambiamento! “Sii il Cambiamento che vuoi vedere nel mondo (e negli Altri…)” – Mahatma Gandhi Solo tu puoi aprirti al tuo cambiamento che aprirà la strada al cambiamento altrui – non con le parole, non con la logica, non con i libri…
Nuovo viaggio senza viaggio (quasi fermo, orientandomi col cretinometro…) OK, ma come posso cambiare me stesso senza cadere nel Paradosso del Bootstrap (per iniziare a cambiare i miei comportamenti abituali, devo già essere un po’ diverso…)? E poi, come cambiare per arricchire, ed essere arricchito da, una più ampia Coscienza Collettiva? Perché dialogare e vivere ‘a colori’ con gli Altri, quando è molto più semplice vedere tutto e tutti con gli ‘occhiali’ del “bianco o nero”, “vero o falso”, “giusto o sbagliato”, “io o tu”…? Il ‘cretinometro release 0.1’ (prima versione prototipale…) s’è dimostrato molto efficace nell’aiutarmi a sviluppare il ‘vaccino filosofico’ di Gandhi. Come…?
“Explain it as simple as it is, but… not simpler!” – Albert Einstein (ossia, le semplificazioni semplicistiche… complicano!)
“Il Linguaggio parla” – Martin Heidegger (non mi stancherò mai di ripeterlo…!)
Ironia, umorismo e risata non sono purtroppo condivisibili con tutti, poiché non siamo connessi con tutti, ma solo con analoghe strutture cognitive. Ironia, umorismo e risata… comunque terapeutici: sono ‘brividi neuro-ormonali’ che stimolano l’attivazione di flussi ormonali, funzionalità fisiologiche e ricablaggi neurali (neuroplasticità). “No sfumature tra vero e falso…? No ironia!”
Ne consegue che: “La Cultura è la capacità di misurarsi con l’a-normalità.”
“Senza la logica la ragione è inutile. Con la logica potete vincere dispute e… inimicarvi le masse” - Cathcart Thomas e Klein Daniel, Platone e l'ornitorinco
Non sempre sono emerso fiero di me da questi test... Ma come irrobustire il mio ‘sistema immunitario mentale’, la mia Struttura che mi connette con gli Altri, insomma: la mia Cultura? Semplice: devo aprirmi ad ascoltare le assurdità altrui, le incoerenze della realtà, i paradossi delle scoperte scientifiche, e poi ancora le incomprensibili poesie, e persino i nonsense dei koan. Un po’ meno semplicemente…: non devo fermarmi al silenzio delle domande senza risposta, dei circoli viziosi logici e dei paradossi; devo invece ascoltare questo silenzio che oggi mi esorta ad andare oltre il silenzio. Alcune domande, però, iniziarono a reclamare mie risposte – per anni:
Le neuroscienze mi aiutarono a tradurre l’insegnamento già citato del maestro cinese Mumom (1183-1260)… “le parole non possono aprire le menti altrui” …in pratiche risposte a tali domande. Anzitutto, “le parole non possono aprire le menti altrui” senza coerenti gesti e comportamenti! A tale proposito, non amo raccontare storielle, ma la seguente merita un’eccezione:
«Una madre indiana portò il proprio figlio dal Mahatma Gandhi: “Mahatma, aiutami: mio figlio non mangia le verdure, e rischia una brutta malattia a detta del medico”. Gandhi si chiuse in una breve ma profonda meditazione e disse: “Riportamelo tra un mese”. “Ma come? Dopo due giorni di viaggio in treno, devo ritornare tra un mese per risolvere questo problema…?!”. “Vai, madre – tra un mese ti risolverò il problema”. Un lungo e faticoso viaggio di ritorno, un mese di implorazioni al figlio e di preghiere a Krishna, altre due faticose giornate di viaggio, una coda di cinque ore per porsi al cospetto del Mahatma... “Eccomi, Mahatma Gandhi – sono tornata dopo un mese per avere il tuo aiuto per….”. “Certo, madre – lo so.” Una breve ma profondissima meditazione istruì Gandhi sulla cura del figlio: lo guardò fisso e dolcissimo negli occhi, sollevò lo scarno e benevolo dito, disse con parole ferme e paterne: “Mangia la verdura.” … “Ma come – un mese di attesa, due viaggi travagliati, infinite preghiere a Krishna, una coda interminabile… tutto questo per sentir dire a mio figlio ciò che potevi dirgli un mese fa?!”. “Un mese fa, madre, io non mangiavo verdure”.»
E’, infatti, il nostro agire a dare coerenza a ciò che siamo cerebralmente e ormonalmente, ossia mentalmente. E’ evidente, quindi, che lacunose strutture cognitive che determinano l’ottuso, l’ingenuo o addirittura il cretino possono discendere da iterati e coerenti comportamenti sia dei loro avi (condizionamento genetico = nature, in inglese), sia di loro stessi (condizionamenti ambientali e culturali = nurture, in inglese). Ereditare e sviluppare una determinata caratteristica è comunque sempre funzionale a una qualche utilità o vantaggio ambientale. Ma allora, qual è l’utilità di una semplificazione cognitiva (“atrofia cognitiva”) che produce ingenuità, ottusità e perfino stupidità ?! E poi… cui prodest? – a chi giova? L’utilità sta nella stabilità – sociale, aziendale, organizzativa, familiare, emotiva… Stabilità richiede limitati “gradi di libertà” e variabili, ossia pochissimi cambiamenti e creatività, e moltissima prevedibilità, pianificabilità, fedeltà, uniformità. Chi è più stabile del cretino?! Chi è più stabile di quelli che sanno già se una questione è vera o falsa, un comportamento giusto o sbagliato, una regola buona o cattiva, senza complicarsi l’esistenza sforzandosi di comprendere, di contesto in contesto, quanto le questioni, i comportamenti e le regole siano plausibili, realistici o irrealistici? La complessità è il più grande nemico di cretini, ottusi e ingenui e il miglior amico di creativi, innovatori e delle persone “mentalmente aperte”, ossia dotate di un sano e completo sviluppo delle proprie categorie cognitive. Chi è più stabile di quelli che… (vedi la Tabella Empirica delle Espressioni Tipiche e Ossessive in calce): “o con me o contro di me”, “non complicare sempre: dimmi sì o no!”, “io ho un obiettivo chiaro che non cambio!”, “io mi spezzo ma non mi piego!”, “io ho le mie idee e tu tieniti le tue!”…?! Inoltre… cui prodest – a chi giova? La stabilità giova agli sfruttatori – politici, managers, oligarchi, partners sentimentali o d’affari, padroni, santoni o predicatori che siano… E gli sfruttatori beneficiano sommamente della stabilità quanto più la… stabilizzano. Ecco l’importanza di morali, educazioni, ideologie, religioni, tradizioni per semplificare la vita, i pensieri e le strutture cognitive del Popolo. Ecco l’importanza per gli sfruttatori di tutte le epoche nel creare, diffondere e inoculare memi (‘virus mentali’ che trasferiscono idee, credenze e Verità tra Menti diverse).
E le risposte alle tre domande poste prima in merito ai cretini..? Già – eccole:
Cosa rimane allora per aiutarli – se vogliono essere aiutati?! Qual è il “Piacere della Funzione” dei cretini, degli ottusi e degli ingenui (e non solo loro…) al quale essi siano estremamente sensibili e che possa innescare un processo di rigenerazione delle categorie cognitive atrofizzate, e invertire così quella epocale “entropia cognitiva” che colpisce soprattutto (ma non solo…) loro? Prima ancora, però, occorre stanare i cretini e il loro ‘grado’ partendo dalla universale esigenza umana di Riconoscimento, di Reputazione, di Rispettabilità attraverso uno Scambio Comunicazionale; occorre, quindi, adattare il proprio Dialogo al loro per poter cogliere e accogliere i semplici e pratici segnali, test e informazioni necessari per sfruttare al meglio il Cretinometro. Col Cretinometro diventa più efficace definire il ‘grado” di stupidità, ottusità, ingenuità, ossia – in termini più fisici e poetici – la loro “dimensione spaziale e temporale”. Forse anche per loro valgono i versi di Walt Whitman: “Io non giudico uno più grande e uno più piccolo,
Forse riuscirò finalmente a trovare anche per il cretino il “suo spazio e il suo tempo” – grazie al Cretinometro…?!
Il viaggio continua, nelle prossime puntate, verso l’Amore e il Benessere (con i necessari ‘Vaccini’).
Ad maiora! Nicola Antonucci 18 giugno 2010
Tabella di Empirica Espressioni Tipiche e Ossessive (TEETeO) Riporto qui le varie espressioni, parole e concetti che ho empiricamente riscontrato essere utilizzati in modo ossessivo da chi poi si comporta e ragiona sulla base di una o due categorie cognitive, anziché sulla base di tutto lo spettro cognitivo. L’asimmetrico sviluppo delle categorie cognitive determina un utilizzo tanto maggiore di alcune espressioni, parole e concetti quanto più è ipertrofico una categoria e atrofizzate le altre. Da una atrofia cognitiva deriva una atrofia dialogica che ne è evidenza e sintomo. 1 – Parole e Concetti tipici e ossessivi di ciascuna categoria cognitiva Vero Plausibile Realistico Irrealistico Falso Si Forse Boh! Mah! No Sempre Spesso Se…allora… Raramente Mai Tutto Abbastanza Dipende… Difficile Niente Ragione Rispetto Ascolto Tolleranza Torto Io Noi Altri Strani(eri) Tu Merito Collaborazione Team Competizione Colpa Tutti Molti Chi Pochi Nessuno Tenacia Entusiasmo Partecipazione Scetticismo Ostinazione Semplice Articolato Complesso Complicato Semplice
2 – Espressioni tipiche e ossessive da atrofia cognitiva, quindi dialogica, determinata da scarso sviluppo o atrofia delle categorie intermedie (plausibile, realistico, irrealistico). Ne derivano espressioni manichee e integraliste con evidenti estremizzazioni e iperbanalizzazioni. - mica muore nessuno, se… - non è mica un delitto… - ma quanto complichi le cose! - tu non capisci! - tu sei… - è così, si fa così! - lo so io che ho studiato e letto! - vuoi sempre avere ragione tu! - non ci sono terze vie! (NB: quella giusta è la mia e quella sbagliata è la tua!) - o con me o contro di me - non complicare sempre: dimmi sì o no! - io ho un obiettivo chiaro che non cambio! - io mi spezzo ma non mi piego! - io ho le mie idee e tu tieniti le tue!
3 – Espressioni tipiche da sano e completo sviluppo cognitivo, quindi dialogico. Sono le espressioni tipiche di una Cultura Creativa – i suoi “Piaceri della Funzione”:
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE: - Antonucci Nicola, Etopìa – un’utopìa vicina, Primaora, 2006 -Antonucci Nicola, ComplexLife: Donna, Uomo o Essere Androgino, in www.ComplexLab.com - Begley Sharon (prefazione di Daniel Goleman e del Dalai Lama), La tua mente può cambiare, Rizzoli, 2007 - Cathcart Thomas e Klein Daniel Platone e l'ornitorinco. Le barzellette che spiegano la filosofia, Rizzoli, 2007 - Cipolla Carlo M., Allegro ma non troppo , il Mulino, 1988 - Dawkins Richard, Il Gene Egoista, Mondatori, 1994 - Galimberti Umberto, Invito al pensiero di Heidegger, Mursia, 1989 - Mérő László, Calcoli Morali – teoria dei giochi, logica e fragilità umana, Edizioni Dedalo, 2000 - Nietzsche Friedrich, Ecce Homo, 1888 - Nietzsche Friedrich, Il Crepuscolo degli Idoli, 1888 - Rossi Ernest L. , La Psicobiologia della guarigione psicofisica, Astrolabio, 1987 - Szymborska Wisława, Vista con granello di sabbia, Adelphi, 1998 - Watzlawick P., Beavin J.H., Jackson D.D., Pragmatica della Comunicazione Umana, Astrolabio, 1971 - Whitman Walt, Foglie d’Erba, 1855 (I edizione) Scarica gli allegati
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Nicola Antonucci
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05/11/2011 18:40
Grande autoironia, Giovanni - forse avremo Tempi&Spazi opportuni per condividere ciò che tu e... io stesso abbiamo capit odi quest'articolo!
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Di nuovo in viaggio…




apprezzo il pezzo anche se dovrò rileggerlo con calma per capirlo un pò.
Peraltro ormai debbo rileggere più volte anche topolino per essere quasi sicuro di aver capito cosa vorrebbe comunicarmi!
giovanni