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Finanza Scientifica sull’Orlo del Caos: Concetti e Strumenti per non farsi fregare… - II Puntata.

 Explain it as simple as it is, but not simpler!
Albert Einstein

In questa seconda smantelleremo l’altro pericoloso ‘idolo’, dopo quello dell’investitore razionale analizzato nella prima puntata : l’idolo della prevedibilità.

E capiremo ancora meglio i prossimi nemici degli investitori: l’avvento della vita artificiale e l’omologazione mentale degli Esseri Umani!

 

La Prevedibilità era lo scopo e il dogma della fisica classica da Galilei a Newton ad Einstein e fino agli anni ’70.  Si presumeva che la conoscenza profonda di un fenomeno, tanto da poterlo descrivere con equazioni matematiche, fosse condizione sufficiente per prevederne l’andamento futuro.  Falso!

Vediamo in che misura la Teoria della Complessità (anni ’70) ha oltraggiato tale dogma, ma anche in quale misura conservi ancora possibilità predittive, seppur limitate, ai fenomeni fisici e naturali ben compresi.

Ora, per comprendere la vera natura dei complessi, molto complessi, mercati finanziari, è opportuno soffermarci sull’illuminante grafico chiamato ‘Mappa di Feigenbaum’, che illustra in modo semplice i fondamentali concetti di qualsiasi fenomeno complesso o caotico (quali: meteorologia, turbolenze dei gas o dei liquidi,sociologia, finanza….).

Questo grafico è nato per descrivere l’andamento di una popolazione su un territorio limitato e con risorse limitate, conoscendone esattamente l’equazione descrittiva, ma è risultato sorprendentemente valido per qualsiasi altro sistema complesso, quindi anche per il nostri sistemi finanziari!

Esso mostra le seguenti aree d’interesse per chi vuole comprendere la complessità e il caos finanziario:

a)      zona deterministica: nel primo tratto del grafico, ossia a bassa complessità del sistema, l’equazione del sistema mostra un unico andamento. In altri termini, la conoscenza del sistema fornisce una prevedibilità assoluta del suo andamento (coerentemente al “dogma della prevedibilità” della fisica classica);

b)      zona della complessità: soltanto negli anni ’60 si è scoperto che anche i sistemi meglio noti e descritti da equazioni, anche semplici, presentano uno strano fenomeno appena la complessità del sistema  raggiunge un determinato grado (“3” per l’esattezza). Questo strano fenomeno, che compare all’estrema destra del grafico , si chiama ‘biforcazione’, e presenta sempre, di volta in volta, due possibili ‘scenari’.  A seguito di tale biforcazione, noi possiamo sapere quali sono i due scenari possibili, ma è assolutamente impossibile (anche a livello di calcolo probabilistico) prevedere quale dei due scenari verrà imboccato, poiché ciò dipenderà dall’estrema ‘sensibilità del sistema alle condizioni iniziali’ (qualcuno ha mai sentito parlare di “battiti d’ali di farfalla in Brasile capaci di scatenare  un tornado in Texas”…?).

c)      zona della crescente complessità: così come al livello di complessità “3” si presenta una prima choccante biforcazione tra due scenari (rialzo o ribasso?), ulteriori biforcazioni si susseguono, per ciascuno scenario imboccato, al crescere della complessità del sistema.   Nota bene come l’andamento univoco, e quindi prevedibile, tra una biforcazione e la successiva vada rapidamente riducendosi in lunghezza: questo è l’unico intervallo di prevedibilità che ci rimane, il solo su cui possiamo contare per ‘prevedere’ gli andamenti finanziari, prima dell’arrivo della successiva biforcazione che decide ex novo il prossimo scenario imprevedibile che verrà imboccato.  Un intervallo di prevedibilità che diventa sempre più ridotto quanto più ci avviciniamo alla…

d)      zona del caos: a un certo punto, all’ulteriore crescita della complessità del sistema , le successive biforcazioni si susseguono a un ritmo tale da ridurre gli intervalli di prevedibilità a livelli ingestibili – almeno umanamente!   La zona ‘grigia’ che vedi è in realtà un ulteriore susseguirsi di biforcazioni esattamente come nella zona di minore complessità, ma notevolmente più fitto, e visibile solo ingrandendo graficamente tale zona, oppure utilizzando sistemi informatici (intelligenza artificiale…?) per vederli, individuarli e, soprattutto, sfruttarli.

 

Morale:  “Lasciate ogni previsione voi ch’entrate!” – verrebbe da dire parafrasando Dante.  Gli intervalli di prevedibilità, al crescere della complessità del sistema, diventano brevi, e ancora più quando entriamo in situazioni talmente complesse da diventare caotiche.  Ma è proprio questo, purtroppo, il contesto finanziario, con innumerevoli ‘attori’, dalle ‘mani forti’ ai piccoli risparmiatori, tutti ‘circolarmente’ interrelati.

Tant’è che persino Greenspan, Bernanke, Trichet e altri protagonisti della finanza mondiale, malgrado le legioni di premi Nobel al loro servizio, e nonostante le conoscenze matematiche dei mercati che controllano, variano i determinanti tassi d’interesse in modo graduale, molto graduale, poiché nessuno conosce l’esito certo di tali micro-manovre.  E’ necessario quindi ‘stimolare’ i mercati finanziari e “vedere l’effetto che fa”, in base a ragionevoli e plausibili aspettative e speranze, non certo previsioni!   Ossia, in termini più scientifici, occorre dare un segnale debole in prossimità della biforcazione del sistema, e osservare quale dei due scenari imboccherà.  In base alla reazione dei mercati, si comprenderà quale scenario è stato imboccato e, quindi, quale nuova biforcazione attendersi per ripetere la stessa operazione di stimolo dei mercati. E così via…

E se non ci riescono loro a prevedere le conseguenze delle loro azioni….

Torniamo alla finanza, chiedendoci ora: come si coniugano nella realtà finanziaria i due ‘idoli’ appena rimossi, ossia dell’investitore razionale e della prevedibilità?  Utilizziamo a questo proposito la categoria della ‘Sorpresa’, proprio per analizzare la vera imprevedibilità percepita dall’insieme degli investitori (ir)razionali rappresentato dai mercati azionari.

Partiamo quindi dall’evento-sorpresa dell’ultimo secolo: l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

Ebbene, prova a individuare sul grafico dell’indice MIB30 dal gennaio 2000 al gennaio 2003  il momento esatto nel quale il mercato azionario è stato sorpreso dall’attacco alle torri Gemelle, ossia la data dell’11 settembre 2001…   Sbagliato! (ne sono sicuro…)

Riprova ora con questo grafico del MIB30 su un periodo più limitato, ossia da maggio a ottobre 2001...

Ahi ahi… sbagliato di nuovo!

Terza ed ultima chance, sul ristrettissimo periodo agosto – ottobre 2001....:

 

 ebbene, l’11 settembre è rappresentato dalla barra rossa più lunga, leggermente a destra del centro del grafico, ossia nel bel mezzo del brusco ribasso iniziato già a fine agosto (due settimane prima!). Trend ribassista che è normalmente continuato per altre due settimane…

E’ evidente quindi che l’evento-sorpresa dell’ultimo secolo, uno dei fatti meno prevedibili dall’insieme degli investitori razionali, non ha rappresentato la benché minima sorpresa per i mercati azionari!

 

L’esempio di una vera sorpresa per i mercati finanziari è fornito dal grafico del MIB30 (periodo 1998-2007):

 la ‘forma’ della sorpresa è individuabile nel lato sinistro del grafico, quando l’indice MIB30 ha registrato un brusco ribasso per poi riprendersi integralmente a distanza di pochi mesi. Un evento quindi imprevisto dalla massa degli investitori razionali (o meno…) che, dopo qualche mese di valutazioni, è stato reputato non determinante per il futuro dei mercati finanziari (che hanno di fatto ripreso il precedente range di oscillazione).

Ebbene, questo evento imprevisto e sorprendente per i mercati, certamente più del successivo 11 settembre 2001, è stato determinato dallo…. ‘Scandalo Levinsky’, con le compromettenti dichiarazioni di Bill Clinton e il conseguente rischio di impeachment del Presidente più potente del mondo!

Sfido chiunque a dedurre, dai due eventi sorprendenti qui citati, una possibile previsione ragionevole dei comportamenti delle Borse.

Anche la Sorpresa è quindi irrazionale e imprevedibile nella sua modalità di manifestazione nei mercati finanziari.

I mercati finanziari mostrano definitivamente, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto:

- gli investitori reali siano poco razionali, e quanto

- gli andamenti finanziari siano imprevedibili!

 

Nella prossima puntata, approfondiremo la comprensione del fenomeno finanziario come fenomeno fisico complesso, troppo complesso per i nostri limiti cognitivi.  Capiremo quindi come gli ‘Anti-Robin Hood’ (clicca qui per un mio articolo) approfittino di ciò per tendere periodiche ed efficaci trappole per ‘togliere danaro ai risparmiatori e darlo alle varie lobby di potere’, grazie all’aiuto della vita artificiale e all’omologazione mentale degli Esseri Umani!

 

Ad majora!

Nicola Antonucci

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pubblicato il 21 Agosto 2008

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