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Finanza Scientifica sull’Orlo del Caos: Concetti e Strumenti per non farsi fregare…

 Explain it as simple as it is... but not simpler!
Albert Einstein

 

Il titolo di questa serie di articoli di Finanza Scientifica nasce dalla mia convinzione che la finanza sia sulla soglia di una svolta epocale, che verrà suggellata da:

1)      l’avvento della vita artificiale;

2)      l’omologazione mentale (cognitiva) degli Esseri Umani.

 

Questa prospettiva ormai prossima scaturisce dalla rimozione di due ‘idoli al crepuscolo’, quali:

a)      l’Investitore Razionale. L’economia classica, da Adam Smith fino a tempi recenti, era basata sull’ipotesi di investitori dai comportamenti dettati da considerazioni esclusivamente utilitaristici razionali. Falso!

b)      La Prevedibilità.  Le scienze, da Galilei a Newton ad Einstein e fino agli anni ’70, presumevano che conoscendo un fenomeno tanto bene da poterlo descrivere con una formula matematica era possibile prevederne l’andamento futuro.  Falso!

 

In questa prima fase destruens, nella quale vedremo in che misura tali ‘idoli’ del passato sono effettivamente falsi, partiamo dall’Investitore Razionale.

Per misurare la reale razionalità degli investitori, nonché per comprendere uno degli aspetti fondamentali della finanza, vi invito a un gioco di simulazione tratta dagli ambiti della Teoria dei Giochi e dell’Economia Sperimentale: l’Asta dell’Euro.

Un asta con una regola particolare, per simulare meglio i comportamenti umani in tante situazioni: un’asta per aggiudicarsi… una banconota da 20€!

Il gioco consiste nell’aggiudicarsi i miei 20€ a partire da una base d’asta di 1€ e con rilanci di almeno 1€.  La regola che rende il gioco una buona simulazione di comportamenti reali consiste nella perdita che gli offerenti sopportano qualora non vincessero, ossia: come in una normale asta, chi ha offerto di più (per esempio 5€) si porta a casa i miei 20€ (altrochè trading ondine!) , ma il secondo offerente (con per esempio 4€) perde comunque la metà dei quanto offerto (quindi 2€), e il terzo offerente (con per esempio 3€) perde un terzo di quanto offerto (quindi 1€), e così via per il quarto, il quinto, eccetera.

Questa regola è dettata dalla realtà che constatiamo quando vogliamo raggiungere un qualsiasi obiettivo o risultato, realtà che comporta sempre degli oneri da sopportare. Questi oneri sono molto disomogenei e non necessariamente monetari, quali: oneri psicologici, l’immagine, l’orgoglio, lo stress, il tempo.  Questi oneri, che rappresentano per ciascuno dei ‘valori’ soggettivi, sono computati molto istintivamente, e molto poco consapevolmente, da una nostra incorporata Algebra di Valori.  Senza tale Algebra di Valori (disomogenei), noi valuteremmo sempre e solo l’aspetto monetario degli oneri e dei vantaggi e saremmo, secondo la definizione di cinico di Oscar Wildecoloro che conoscono il prezzo di tutto e il valore di niente.” (Clicca qui per il brano musicale)

L’andamento canonico del gioco, con rare eccezioni, consiste in una offerta iniziale molto bassa perché “tanto rischio poco” e in alcuni successivi rilanci appena superiori. Ma già qui, il secondo miglior offerente si trova a fronteggiare la perdita di metà di quel cha ha offerto; seppur poco… gli scoccia. E lo stesso vale per il terzo miglior offerente e così via per gli altri.  S’innesca allora inevitabilmente un processo di rapida escalation poiché ciascun perdente, per non perdere parte di quanto offerto, cerca di essere il miglior offerente per aggiudicarsi la banconota da 20€. L’esito, talvolta tra imbarazzi e reazioni emotive incontrollate, consiste nell’offrire…. ben più di 20€ per vincere solo 20€, mentre gli altri, stremati e avviliti, rinunciano a ulteriori e dannosi rilanci accettando di perdere parte di quanto offerto.  Spesso, proprio per l’imbarazzo di sentirsi ‘presi in trappola’, l’uscita del gioco è motivata da malori, disturbi o urgenze (“devo assolutamente telefonare / andare in bagno / …”) .

Sperimentiamo qui ciò che viene definito Effetto Macbeth: la necessità di rilanciare anche oltre ogni ragionevole convenienza perché gli oneri già sopportati ci impediscono (per orgoglio, immagine, o altro) di rinunciare all’obiettivo. Tale sindrome è stata anche definita Effetto Concorde (dalla economicamente disastroso progetto Concorde portato avanti solo più per orgoglio nazionalistico), oppure Effetto Vietnam (dall’ecatombe di soldati americani nel sud-est asiatico causata dalla volontà di non uscire da una guerra che non si riusciva a vincere).

L’Effetto Macbeth è l’inevitabile conseguenza di un’Algebra di Valori incorporata in noi, ma usata erroneamente, spesso a causa di specifici ‘virus mentali’ (‘memi’ nella definizione di Richard Dawkins) che distorcono la nostra Algebra di Valori con irrazionali ‘ossessioni’, quale la certezza dell’andamento futuro rialzista di un bene o di un mercato, e la conseguente facilità di arricchimento.

Piccoli e grandi, di tutti i tempi, si perdono in tale erronea valutazione di benefici e oneri, con casi storici eclatanti quali:

- i bulbi di tulipano del XVII secolo: in Olanda , dall’inizio del ‘600 e fino allo scoppio della ‘bolla finanziaria ’ nel 1637, s’era verificata un’incredibile ascesa del mercato e delle quotazioni degli apprezzatissimi bulbi di tulipano, con quotazioni che raggiungevano i 7-8 anni di reddito medio dell’epoca. Il bulbo di tulipano Semper Augustus (Clicca qui per vederlo) superò la soglia psicologica dei 1000 fiorini quando il reddito medio era di 150 fiorini l’anno!

- la recente  ‘bolla internet’ che ha causato danni ingenti a nomi illustri quali Compaq, Morgan Stanley ed altri, oltre ai tanti risparmiatori che credevano che la società Tiscali potesse veramente capitalizzare più della Fiat….!

- l’attuale ‘bolla immobiliare ’, ancora in fase di ‘maturazione’ seppur denunciata (ma inascoltata…!) da anni (Clicca qui per un mio articolo della serie “L’Anti-Robin Hood” )

 

Ora, se dal gioco di simulazione risulta qualche nostra difficoltà a valutare correttamente quanto pagare una banconota da 20€,  tanto da pagarlo più del suo valore facciale (sic!), figuriamoci le nostre difficoltà difronte a un’azione delle Assicurazioni Generali!

E questo aspetto di Algebra dei Valori distorta era ben noto a chi ha pianificato l’introduzione dell'Euro e la nostra prevedibile propensione a considerare i 10€ equivalenti alle vecchie 10.000 Lire, con conseguente raddoppio dei prezzi al consumo (dalle pizze alle case)!

Morale: gli investitori reali – tutti noi – sono tutt’altro che razionali, e sono pertanto sempre più condizionabili da opportuni ‘virus mentali’,  e quindi ‘pilotabili’.

 

Nella prossima puntata smantelleremo l’idolo della prevedibilità, parafrasando Dante: “ Lasciate ogni previsione voi ch’entrate!”. Vedremo inoltre perché l’abbattimento delle Torri Gemelle l’11 settembre 2001 non è stata assolutamente una sorpresa dal punto di vista degli andamenti borsistici (Clicca qui per un grafico dettagliato del MIB30 del periodo), mentre lo è stata lo ‘Scandalo Levinsky’!

Infine, approfondiremo la comprensione dei nostri prossimi veri nemici finanziari: la vita artificiale e l’omologazione mentale degli Esseri Umani.

 

Ad majora!

Nicola Antonucci

nicola.antonucci@libero.it

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pubblicato il 21 Agosto 2008

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